APPENNINO MODENESE

Doppio appuntamento sull’Appennino modenese:
la Fiera dell’Economia di montagna e la storia della Via Vandelli al Ponte del Diavolo

In questo weekend a Pavullo nel Frignano c’è la Fiera dell’Economia montana, con espositori di tutta Italia che propongono merci di vario genere, gastronomici ma non solo. Un occhio di riguardo, ovviamente, va a prodotti e attrezzi più legati alle tipicità del territorio.
Sabato, invece, è prevista una giornata per conoscere la Storia locale a Lama Mocogno, che dista da Pavullo poco più di dieci chilometri. Il 15 giugno dalle 17,30 si può riscoprire un itinerario storico di primaria importanza per l’Appennino modenese, la Via Vandelli, e il suo punto più celebre, il millenario Ponte del Diavolo a Lama Mocogno. E’ questo l’intento dei giovani di Confindustria Modena che, in collaborazione con il Fai Giovani e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, presentano il progetto di valorizzazione di un’area importante dal punto di vista storico-naturalistico.
Tutto si svolge sabato 15 giugno, a ridosso del solstizio d’estate, una data che richiama le tradizioni folkloristiche legate all’evento astronomico e alla supposta origine soprannaturale del Ponte del Diavolo di Lama Mocogno. Dalle 17,30 geologi, botanici, cartografi e archeologi illustreranno l’importanza storico-naturalistica dell’area e dell’arteria transappenninica della Via Vandelli. Seguirà l’inaugurazione della nuova pannellistica lungo il percorso a piedi verso il Ponte del Diavolo.
L’indirizzo è via Ponte d’Ercole, Lama Mocogno (MO). Coordinate gps: +44° 19′ 14.95″ +10° 44′ 58.74″
L’evento è gratuito e aperto a tutti; è consigliata conferma [email protected]
La Via Vandelli fu fatta costruire dal duca Francesco III d’Este, su pressioni asburgiche, a partire dal 1738. In previsione del matrimonio tra il figlio Ercole e Maria Teresa Cybo-Malaspina, si voleva una grande arteria transappenninica che collegasse Modena a Massa, fornendo al Ducato Estense l’ambito sbocco al mare. Terminale ideale della nuova via era infatti il Porto dell’Avenza, considerato una succursale del ben più importante porto franco di Livorno. A sovrintendere l’ambizioso progetto fu chiamato lo scienziato, ingegnere e matematico Domenico Vandelli, che tra mille difficoltà terminò i lavori nel 1751.
Il Ponte d’Ercole, o Ponte del Diavolo, è un monolite di arenaria lungo circa 33 metri modellato dall’erosione a forma d’arco. La particolare forma della roccia ha dato origine a numerose leggende popolari, tra cui quella che sia stato dimenticato qui dal Diavolo, distratto da un gruppo di streghe che ballavano di notte nel bosco. Quel che è certo è che l’area circostante il Ponte d’Ercole ha restituito testimonianze d’interesse archeologico che vanno dall’età protostorica all’epoca medievale, e che attestano una frequentazione del luogo legata soprattutto alla presenza del ponte naturale e di sorgenti d’acqua.
Ecco i dettagli del programma:
17.30 – Ritrovo al Parcheggio attrezzato di Ponte del Diavolo
Via Ponte Ercole, Lama Mocogno (MO)
18 – “Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte”
Daniele Dallai e Giovanna Barbieri (Orto Botanico di Modena)
Milena Bertaccini (Museo Gemma 1786 – Museo Mineralogico Estense dell’Università di Modena e Reggio Emilia)
18,40 – “Prima di percorrere la mia strada io ero la mia strada”
Paola Foschi (storica, cartografa, corografa, collaboratrice dell’Archivio di Stato di Modena)
19,15 – Inaugurazione della pannellistica con Filippo Maria Gambari (Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna), Elena Salda (Presidente Gruppo giovani Imprenditori di Confindustria Modena) e Marina Forni (Presidente FAI Emilia-Romagna)
(Gazzetta di parma)

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